sabato 26 maggio 2012

GOAL A GRAPPOLI, EDIZIONE 2012

Una grande festa per i 100 anni del Guerin Sportivo, il più antico periodico del mondo che ha scelto Cormons per tagliare questo importante traguardo. E la volontà di diffondere quei valori positivi spesso dimenticati ma che il mondo del calcio ha in grande quantità, unendoli alle note ed alla gioia del jazz, alla presenza di tanti amici dello sport e della musica come Bruno Pizzul, Chantal Borgonovo (moglie dell’ex calciatore Stefano), Peppe Servillo, Paolo Casarin, Italo Cucci, Renzo Ulivieri, Gianfelice Facchetti (figlio dell’indimenticabile Giacinto, al quale “Goal a Grappoli” dedicherà uno spazio nel quale si ricorderà anche la figura di un altro compianto ex calciatore come Giacomo Bulgarelli), Ivan Zazzaroni, Roberto Beccantini, Gianni Mura, Nicola Berti, Dino Zoff, Claudio Pasqualin, Edi Reja, Gigi Del Neri, Attilio Tesser, Maurizio Trombetta. “Goal a Grappoli – tutta un’altra musica” per il terzo anno consecutivo riempirà per tre giornate la perla del Collio, tra sabato 19, venerdì 25 e sabato 26 maggio prossimi. L’edizione 2012 dell’evento giornalistico-sportivo gestito da associazione Vinext e Comune di Cormons sarà infatti tutta improntata sui valori del fair play, dell’amicizia, del rispetto delle regole, della comunicazione di qualità positive. Per questo si unirà alla versione primaverile della kermesse “Jazz & Wine of Peace” organizzata come di consueto dall’associazione Controtempo, in un connubio tra i valori di sport e musica davvero inimitabile. E per questo dedicherà la sua serata di gala ai 100 anni del Guerin Sportivo, il periodico prima settimanale ed ora mensile che nel 2012 taglia un traguardo storico, che “Goal a Grappoli” esalterà con una serata di grande festa alla presenza di alcune tra le più prestigiose firme di sempre della testata, in un evento condotto dal padrone di casa per eccellenza, Bruno Pizzul. Questo e molto altro sarà “Goal a Grappoli” 2012: eventi, convegni, concerti, una serata di gala dai risvolti anche benefici, con la consueta collaborazione con la Fondazione Stefano Borgonovo, ma anche approfondimenti, temi che spaziano dalla musica allo sport con un unico minimo comun denominatore: l’etica. Una parola a volte così tanto dimenticata, che è giunto il momento di dirla a voce alta, fieramente. Come quando si urla di gioia per un goal. LE PRECEDENTI EDIZIONI Le inconfondibili voci di Riccardo Cucchi, Alfredo Provenzali, Livio Forma ed Ezio Luzzi, la classe di Gianni Rivera, Dino Zoff, Mario Corso, la preparazione di Daniele Redaelli, Ivan Zazzaroni e Italo Cucci, l’internazionalità di Eleonora Giovio, la simpatia tutta toscana di Renzo Ulivieri, la laboriosità tutta friulana di Edi Reja, il cappellino personalizzato di Serse Cosmi, la collaborazione con docenti universitari come il professor Francesco Pira dell’Università di Udine, il professor Pippo Russo dell’Università di Firenze e il professor Stefano Martelli dell’Università di Bologna. E soprattutto, la verve del grande padrone di casa della manifestazione, Bruno Pizzul. Questo e molto altro ancora è stato in questi primi due anni “Goal a Grappoli”, manifestazione nata da un Comitato di cormonesi appassionati di calcio, alla quale ha dato il suo decisivo apporto il mondo commerciante della città e l’appoggio deciso del Comune. Un evento, quello cormonese, che ha unito nella prima e nella seconda edizione pallone e giornalismo, passione e comunicazione, ricordi e speranze. L’edizione 2010, imperniata su quell’affascinante pianeta che risponde al nome “radio” ed in particolare dedicata ai 50 anni della storica trasmissione “Tutto il calcio minuto per minuto”, ha visto i numerosi ospiti (da Zoff a Ulivieri, da Provenzali a Forma, da Luzzi a Crudeli, da Redaelli all’ex difensore della Nazionale Gigi De Agostini) addentrarsi nella memoria a come fosse il calcio di una volta, raccontato dalla voce di grandissimi come Carosio e Martellini, e com’è quello odierno, più urlato e veloce, ma anche meno romantico. Ma a portare i sentimenti e la commozione ci ha pensato una splendida lettera inviata da uno sportivo che unisce combattività e dolcezza in se stesso, un’icona di come il calcio possa essere un esempio positivo ancora oggi: Stefano Borgonovo ha salutato infatti Cormons nella serata di gala finale, per ricordare il “suo” Tutto il calcio, quando da bambino imitava nei corridoi di casa i gol ascoltati alla radio. L’eco dell’evento, di portata nazionale, ha dato la possibilità a Cormons di finire sul maggiore quotidiano sportivo nazionale, La Gazzetta dello Sport, ma anche su tv del calibro della Rai e di Sky. Visibilità mai avute prima dalla cittadina che si adagia sulle dolci pendenze del Collio, ad un passo dalla Slovenia, e addirittura moltiplicatesi l’anno dopo, quando “Goal a Grappoli” finirà addirittura sulle pagine del principale quotidiano spagnolo, El Pais, grazie al reportage sulla manifestazione redatto dalla giornalista del “periodico” madrileno Eleonora Giovio, in un’edizione dedicata al grande Vecio del calcio italiano, Enzo Bearzot, indimenticato ct della Nazionale Mundial a Spagna ’82, alla quale non ha voluto mancare il suo grande capitano, Dino Zoff, e per il quale si è mobilitato, con un saluto video, anche il bomber di quel Mondiale, quel Paolo Rossi così strenuamente difeso da Bearzot prima della cavalcata vincente di quell’estate. Un ricordo, quello dell’ex ct, che ha ispirato nuovamente Stefano Borgonovo, che non ha mancato di far pervenire il proprio saluto a Cormons, proprio come un anno prima. Un’amicizia, quella tra “Goal Grappoli” e l’ex centravanti del Milan, che si è tramutata fin dalla prima edizione anche in una raccolta fondi di beneficenza a favore della Fondazione che porta il nome di Stefano. PROGRAMMA GOAL A GRAPPOLI 2012 SABATO 19 MAGGIO ore 20.30, sala civica: “Quelli che… aspettano Goal a Grappoli”. Conferenza sulla biografia “Bruno Pizzul – Una voce Nazionale” (Fausto Lupetti Editore) con gli autori Matteo Femia e Francesco Pira e con la presenza dello stesso Bruno Pizzul e di Chantal Borgonovo, moglie dell’ex calciatore Stefano Borgonovo. VENERDI 25 MAGGIO ore 18, piazza XXIV Maggio: conferenza “L’etica ed i valori comunicati in ambito sportivo e musicale”. Moderano il dibattito il giornalista sportivo Bruno Pizzul ed il professor Francesco Pira dell’Università di Udine. Relazionano i docenti Lello Savonardo ed Enza Maria Paolino (Univ. Napoli), autori del libro “Sociologia della musica”, il prof. Ivo Germano (Univ. Molise), l’ex arbitro Paolo Casarin, il giornalista Italo Cucci, il cantante Peppe Servillo (Avion Travel), il presidente dell’Assoallenatori Renzo Ulivieri. ore 21, piazza XXIV Maggio: concerto del trio composto da Peppe Servillo (voce e cantante degli Avion Travel) – Javier Girotto (sax) e Natalio Mangalavite (piano) che proporrà brani dal loro album “Fùtbol” nell’ambito della kermesse “Jazz&Wine of Peace” organizzata da associazione Controtempo (www.controtempo.org) SABATO 26 MAGGIO ore 10.30, sala civica comunale: proiezione della pellicola “Subbuteopia” di Pierr Nosari. A seguire dibattito sulle figure di Giacinto Facchetti e Giacomo Bulgarelli alla presenza di Gianfelice Facchetti ed Italo Cucci. ore 21, Teatro Comunale: Gran Galà sui 100 anni del Guerin Sportivo. Presenta Bruno Pizzul. Tra gli ospiti, Roberto Beccantini, Gianni Mura, Italo Cucci, Ivan Zazzaroni, Dino Zoff, Nicola Berti, Edi Reja, Gigi Del Neri, Attilio Tesser, Maurizio Trombetta e Claudio Pasqualin. Intermezzi musicali in collaborazione con l’associazione Controtempo.


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mercoledì 2 maggio 2012

LA LEGGENDA DEL PARÒN


TRIESTE, MAGAZZINO 26 – PORTO VECCHIO DI TRIESTE
15 MAGGIO – 31 LUGLIO 2012


LA GRANDE MOSTRA NEREO ROCCO. LA LEGGENDA DEL PARÒN E’ ALLESTITA NEL CUORE STORICO DI TRIESTE, IL PORTO VECCHIO DI ORIGINE ASBURGICA, DA POCHI MESI RIAPERTO ALLA CITTA’.
TRIESTE – Non c’è sportivo italiano, probabilmente, che non conservi impressa nel cuore l’immagine  del giovane Cesare Maldini, mentre, nel mitico stadio di Wembley - correva l’anno 1963 - leva al cielo  la prima coppa europea vinta da un club italiano: il Milan di Nereo Rocco. L’immagine inconfondibile del “Paròn” si moltiplica nei molti altri scatti rubati a bordo campo, o al fianco dei suoi “figli” putativi, primo fra tutti il golden boy Gianni Rivera, o ritratto all’uscita dei mille tunnel delle sue partite, inappuntabile in giacca a cravatta oppure, in pieno inverno, accollato nei suoi paltò d’ordinanza, il borsalino calcato sulla fronte e lo sguardo già rapito dalle geometrie delle squadre in campo. Fotografie, riprese e filmati d’epoca - molti dei quali ritrovati nello scrigno prezioso di Rai Teche - ma anche oggetti personali, appunti, articoli, testimonianze delle vita così intensa di Rocco e dei suoi incontri sempre così ricchi di sanguigna umanità, saranno le trame portanti della mostra multimediale Nereo Rocco. La leggenda del Paròn, l’affettuoso omaggio di Trieste al grande tecnico, allestito acent’anni esatti dalla nascita di Rocco, il 20 maggio 1912: quando, all’anagrafe, Nereo faceva ancora Rock, eredità di una famiglia di origine viennese. Sarà un allestimento fortemente emozionale, denso di sensazioni, tutt’altro che didascalico e ricco di momenti ludici e gioiosi, dove riecheggeranno a grandi lettere le frasi più celebri di Rocco. Un itinerario interattivo e coinvolgente: il modo migliore per creare un forte contatto con gli spazi e il contesto del Magazzino 26, nel Porto Vecchio di Trieste, dove il percorso espositivo sarà ospitato da martedì 15 maggio fino al 31 luglio 2012. Un contesto espositivo di altissima suggestione, straordinaria testimonianza del patrimonio di architettura portuale-industriale di Trieste, che dopo l’esperienza dei mesi scorsi con Biennale Fvg sarà nuovamente aperto al pubblico.
Il cuore storico della città accoglie dunque una delle personalità in cui Trieste ha saputo meglio riconoscersi, perché Rocco fu protagonista di una storia senza eguali, densa di episodi, aneddoti e rivelazioni di cui neppure i più accaniti tifosi del Paròn sono talvolta a conoscenza. L’evento è ideato e promosso per iniziativa dell’Associazione Regola d’Arte e del Comune di Trieste, in collaborazione con Rai Teche e con la Regione Friuli Venezia Giulia – Turismo Fvg, con il patrocinio della FIGC - Federazione Italiana Giuoco Calcio, dell’Aiac - Associazione Italiana Allenatori Calcio (fondata, fra gli altri, dallo stessoNereo Rocco) e del Coni Fvg, con la fondamentale collaborazione della famiglia Rocco, e in particolare dei figli Tito e Bruno Rocco. Un importante contributo di materiali, testimonianze e memoria arriverà anche dall’adesione dei club che Nereo Rocco ha allenato, nel corso di una lunga e intensa carriera tecnica: Triestina, Treviso, Padova, Milan, Torino e Fiorentina.
Un itinerario interattivo ed emozionale, ma soprattutto un contesto al quale piacevolmente abbandonarsi con i cinque sensi: guardando e ascoltando, certo, ma anche toccando – attraverso percorsi e tablet a interazione digitale -  le grandi tappe della carriera di Rocco, le squadre e le città in cui ha lasciato tracce importanti (da Milano a Torino, da Treviso a Padova a Firenze), le partite che sono entrate nel mito del calcio, i giovani giocatori, da Rivera in poi, che Rocco ha formato e lanciato fino a farne grandi stelle del firmamento calcistico italiano; e poi le frasi, di sanguigna e lapidaria ironia, che hanno messo in evidenza l’innato talento del “Rocco comunicatore”. Filmati d’epoca si avvicenderanno in mostra, come la storica “intervista” televisiva conRocco in cui si cimentò nientemeno Adriano Celentano, subito dopo la conclusione del memorabile derby Milan-Inter del ’68.  E chissà se ancora si sprigionerà nell’aria l’aroma dei tabacchi passati dalla pipa che il presidente Sandro Pertini regalò al mister Enzo Bearzot, proprio all’indomani del trionfo mondiale in Spagna nel 1982 …Perchè il gusto, e l’olfatto, si delizieranno, a Trieste, dei sapori di Nereo Rocco: se proprio all’uscita della mostra, all’interno del Magazzino 26, sarà imperdibile una tappa all’Osteria del Paròn, “apparecchiata” ogni giorno per servire in tavola i piatti preferiti del tecnico, anche diversi ristoranti triestini omaggeranno il Paròn con un piatto speciale a lui dedicato. Sapori  innaffiati niente meno che dal vino Nereo, creazione di Marco Felluga, la cantina di Russiz Superiore che si è affermata come una delle griffe più note e celebrate della produzione enologica nazionale e che, grazie alla Fab Lab, la mostra, i pacchetti turistici e le qualità del prodotto verranno illustrati attraverso i QR code applicati nell’etichetta. Un’occasione da non perdere per gli appassionati e i collezionisti sarà l’annullo filatelico di Poste Italiane che sarà somministrato nelle sale della mostra il 20 maggio 2012, in occasione del cent’anni esatti dalla nascita di Rocco.
Nereo Rocco è il personaggio più affascinanti della storia del calcio italiano del dopoguerra. Certamente, quello che ha tramandato di sè il ricordo più vivo e vitale, malgrado siano passati trentatre anni dalla sua scomparsa. Ma la memoria del Paròn è intatta, le sue indimenticabili battute vengono ripetute dai suoi cultori come se fossero state appena pronunciate. Un ricordo talmente vivo da sembrare una presenza. Ricostruita nei libri del suo più autorevole biografo, lo scrittore e giornalista Gigi Garanzini, la leggenda del Paròn sarà ripercorsa a partire dagli esordi triestini, dapprima in maglia da mezz’ala e poi come allenatore dell’Unione degli anni ruggenti. Una carriera che si è dispiegata verso Padova, che ha transitato anche a Treviso, Torino e Firenze, e che si è consacrata nella Milano rossonera dei grandi trionfi dei primi e degli ultimi anni Sessanta. Una storia custodita oggi da “vestali” d’eccezione, come Gianni Rivera, Fabio Cudicini, e Cesare Maldini, o come Giovanni Trapattoni che, nel ricordare il calcio di Nereo Rocco, spesso ammonisce: «se si parla del calcio degli anni '60, bisogna ricordare le tante strade non asfaltate e le auto di Formula Uno che non arrivavano ai 200 orari». E questa mostra vuole essere, infatti, l’occasione per uno sguardo sul calcio e la sua incredibile evoluzione: non un viaggio nostalgico e retrospettivo, ma l’opportunità di ritrovare, percorrendo La leggenda del Paròn, le radici di una vicenda umana e sportiva che non si può circoscrivere al calcio, e allo sport, perché sottende ben altre implicazioni storiche, sociali e culturali. Non mancheranno gli eventi collaterali a supporto della proposta espositiva: talk show, incontri e presentazioni.
Nereo Rocco. La leggenda del Paròn: biglietto d’ingresso: € 10.
INFO:   http://www.mostranereorocco.it/         https://twitter.com/#!/mostra_n_rocco           
Giornalista e scrittore, Gigi Garanzini è un piemontese del nord (Biella) trapiantato nel Piemonte del  sud, sulle colline del Barolo, che lavora a Milano da quasi quarant'anni. Ha debuttato in un quotidiano del pomeriggio, La Notte, ed è passato attraverso il Corriere della Sera, la Voce di Montanelli e la Stampa prima di approdare, nell'ultimo decennio al Sole 24 Ore. Dopo esperienze televisive a Italia Uno negli anni '80 (la prima trasmissione calcistica del gruppo Fininvest, "A tutto campo") e in Rai negli anni '90, ha finalmente scoperto la radio nel '99 a Radio 24, e lì si è fermato con un programma pomeridiano di calcio e varia umanità che negli anni è diventato un cult. Tra i libri pubblicati spiccano, nel '97, "Il romanzo del vecio", scritto a quattro mani con Enzo Bearzot, e nel '99, in occasione del ventennale della scomparsa di Nereo Rocco, "La leggenda del Paròn", poi aggiornato e rieditato nel 2009 da Mondadori. Ha inoltre diretto il centro stampa di Milano in occasione dei Mondiali di Italia '90 e le relazioni esterne del settore tecnico di Coverciano negli anni successivi.

martedì 28 febbraio 2012

Very slowfootball person of the week: Francesco Guidolin

I VALORI DI MISTER GUIDOLIN
di Maurizio Trombetta


Sono proprio contento della “Panchina d’oro” assegnata a Francesco Guidolin. Perché ci ho lavorato insieme per quattro anni e conosco il valore dell’allenatore e dell’uomo, perché è strameritata visto i risultati della squadra e soprattutto il gran lavoro che sta svolgendo, perché è un “antidivo” e quindi il premio, più che al personaggio, è quasi sicuramente il frutto dei valori che riesce a trasmettere. Cosa questa che piace molto a noi di Slowfootball… Non si può certo dire che il suo sia un calcio “lento”, slow, vista l’intensità di gioco e la rapidità dello sviluppo dell’azione della sua “banda Bassotti”.
Però sono evidenti i valori di “appartenenza ai colori”, spirito di gruppo e di sacrificio per il compagno che ha trasmesso alla sua squadra, piena si di giocatori di qualità, ma tanto giovane e troppo spesso “in divenire” (per le continue cessioni dei “pezzi” migliori), per consentire una così incredibile continuità di rendimento. Eppure l’Udinese è lì, ancora fra le prime dopo un anno e mezzo insieme a squadroni che hanno investimenti e organici nettamente superiori.
E sono contento che lo stia facendo ad Udine, in una Società e con un Presidente che sembrano fatti apposta per il suo carattere ed il suo modo di essere e di fare. Ed in una terra come il Friuli nella quale, come lui stesso spesso dice, si riconosce pienamente per il carattere ed i “valori” della sua gente.
E allora Very Slowfootball Person della settimana per Francesco “Checco” Guidolin, allenatore di origini venete, ma friulano di “sentimento”, amato dalla gente per la sua cultura del lavoro che così tanto apprezziamo noi friulani, ma anche per quell’orgoglio che dimostra nel portare i colori bianconeri dell’Udinese ai massimi livelli in Italia e nel mondo.



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Bologna-Udinese: L'EQUILIBRIO LO DANNO I DUE MEDIANI


Messaggero Veneto, 25 febbraio 2012
L'angolo del Tecnico
di Maurizio Trombetta

Ha quattordici punti in classifica meno dell’Udinese il Bologna, ma ha anche una striscia positiva di tre pareggi e due vittorie nelle ultime cinque gare di campionato con uno “score” di sei gol fatti ed uno solo subito, contro i sei fatti e otto subiti dell’Udinese nello stesso periodo, con tre sconfitte, una vittoria ed un pareggio per i bianconeri. Attenzione quindi perché la squadra sta attraversando un periodo particolarmente positivo frutto della “quadratura del cerchio” trovata da Pioli. La difesa a tre e gerarchie ben definite all’interno del gruppo soprattutto nel reparto avanzato, hanno permesso al tecnico di trovare il giusto equilibrio di squadra su cui si basa la continuità di rendimento di questo Bologna, ancora impegnatissimo a tenersi fuori dalla zona retrocessione.

SISTEMA DI GIOCO: Si dispongono in campo con un 3-4-2-1, ma è di fondamentale importanza la maniera in cui la squadra riesce a rimanere sempre corta e compatta nella fase di non possesso palla. Sempre grande pressione sul portatore di palla avversario a partire dai due trequartisti. Se riescono ad aggredire nella metàcampo avversaria le due linee di centrocampo e difesa salgono molto senza paura del lancio in profondità. Se devono difendersi nella loro metàcampo si abbassano a “fisarmonica”, sempre molto corti tra le linee, disponendosi praticamente con cinque difensori e due “mastini” come Mudingai e Perez preposti al recupero palla, basato sempre su un grande ed efficace pressing organizzato. Il difensore che esce dalla linea prosegue nella pressione sulla palla anche fino a metàcampo, togliendo così tempo e traiettorie per la giocata in profondità, rimanendo comunque “coperto” da quattro difensori e due centrocampisti difensivi.

GIOCATORI FONDAMENTALI: Detto dei due mediani essenziali per l’equilibrio e le distanze di tutta la squadra, risulta poi importantissimo Portanova, fondamentale riferimento di tutto il pacchetto dei tre centrali, capace di far rendere Raggi ed Antonsson anche oltre il loro reale valore. E poi Di Vaio ed i due trequartisti, in pratica i tre giocatori che si occupano della fase offensiva, pericolosissimi quando possono agire in contropiede negli spazi. Il capitano Di Vaio abilissimo a “galleggiare” sulla linea dei difensori, ma senza mai dare punti di riferimento precisi (una specie di Di Natale per qualità di “invecchiamento” come i grandi vini), Ramirez, fenomenale il suo gol di tacco alla Fiorentina, potenzialità da campione vero e la curiosità di vedere il “gioiellino” Taidier al posto dello squalificato Diamanti. www.mauriziotrombetta.blogspot.com

venerdì 24 febbraio 2012

Non possiamo non suggerirvi questo spettacolo dell'amico Andrea Scanzi!

“GABER SE FOSSE GABER”
Incontro Spettacolo di e con Andrea Scanzi
UN VIAGGIO NEL MONDO DEL GRANDE GIORGIO GABER: DOMANI SERA, VENERDÌ 24 FEBBRAIO, IL DEBUTTO IN FVG AL TEATRO MIOTTO DI SPILIMBERGO E DOMENICA SERA A GORIZIA
Doppio incontro spettacolo con il celebre giornalista Andrea Scanzi con l’obiettivo di tutelare la figura e l’opera di Gaber e Luporini e di sottolineare l’attualità del messaggio


Domani sera, venerdì 24 febbraio, alle ore 21:00 al Teatro Miotto di Spilimbergo (PN) va in scena “GABER SE FOSSE GABER”, l’atteso incontro spettacolo con il celebre giornalista Andrea Scanzi, composto da un percorso di racconti e immagini assolutamente originali e inediti, che fanno vivere o rivivere al pubblico le forti emozioni che solo il canto, la recitazione e la mimica di Gaber sanno trasmettere.
Lo spettacolo, organizzato da Autoscuole Lenarduzzi e Istituto di Guida di Gorizia in collaborazione con Folkest e Kulturni Dom, verrà replicato domenica 26 febbraio alle ore 18:00 sul palco del Kulturni Dom di Gorizia.
“GABER SE FOSSE GABER” è un viaggio nel mondo dell’amatissimo artista che attraverso opportuni interventi di approfondimento e riflessione consente al pubblico di scoprire i momenti salienti di quel Teatro Canzone che ha consacrato la fama di Gaber e Luporini per oltre quarant’anni con l’obiettivo di tutelare la figura e l’opera di Gaber e Luporini, universalmente riconosciuti patrimonio della nostra cultura, e di sottolineare l’attualità del messaggio mantenendo vivo il suo pensiero.
Tale inedito progetto voluto dalla Fondazione Gaber ha debuttato il 25 febbraio 2011 a Voghera e sta conquistando a ogni data un numero sempre maggiore di spettatori che non rimangono mai delusi.
“GABER SE FOSSE GABER” è ideato e condotto dall’eclettico giornalista aretino Andrea Scanzi che scrive per Il Fatto Quotidiano e MicroMega, celebre autore di biografie e saggi trasversali (Roberto Baggio, Ivano Fossati, Beppe Grillo), nonché firma per Mondadori dei best-seller Elogio dell’invecchiamento (2007) e Il Vino degli altri (2010). Apprezzato e conosciuto anche nel panorama enogastronomico, il giornalista Scanzi durante la sua tre giorni friulana visiterà anche le cantine del Castello di Spessa e dell’Azienda Vinicola Primosic.
I biglietti, al prezzo di 12 euro, sono ancora disponibili e si potranno acquistare direttamente la sera dello spettacolo alle biglietterie dei due teatri.


Per maggiori informazioni sui due spettacoli in Friuli Venezia Giulia:
Teatro Miotto di Spilimbergo – tel. +39 0427 926225 –
info@folkest.com
Kulturni Dom di Gorizia – tel. +39 0481 33288 –
info@kulturnidom.it

Ufficio Stampa:Luigi Vignando – tel. +39 348 9007439 –
luigi.vignando@gmail.com

venerdì 10 febbraio 2012

UDINESE-MILAN: Se la difesa rossonera è col buco

Messaggero Veneto, venerdì 10 febbraio 2012
"L'angolo del tecnico"
di Maurizio Trombetta

Ancora uno scontro al vertice per l’Udinese nel turno casalingo contro il Milan, anche se entrambe le squadre stanno attraversando un periodo non particolarmente positivo. Decisamente peggiore per i rossoneri che attualmente, fra infortuni e squalifiche “pesanti”, hanno in pratica a disposizione “solo” una delle due formazioni di campioni di cui è composto il loro organico. Ovvero è sempre e comunque il Milan Campione d’Italia, (attenzione alla grande pericolosità della squadra di rango in difficoltà…), ma se consideri la formazione composta dagli “indisponibili”, beh allora ti viene da pensare: devo approfittarne! E per analizzare la situazione in casa Milan attuale basta considerare le dichiarazioni di Allegri dopo le sconfitte con Lazio e Juve di quest’ultimo periodo: manchiamo della necessaria “cattiveria”, dopo la sconfitta di Roma, e manchiamo di intensità e profondità, ieri dopo la partita di Coppa Italia. Dato per scontato che la carica agonistica al Friuli non mancherà, sulle altre oggettive difficoltà attuali, l’Udinese dovrà basare la sua partita per cercare di sfruttarne il conseguente vantaggio.
FASE DI NON POSSESSO PALLA: Difende troppo “basso” nella sua metàcampo, quasi davanti al  limite dell’area, questo Milan, ed infatti ha già quasi lo stesso numero di gol subiti nell’intero campionato scorso. Manca il recupero palla in mezzo al campo per la innegabile difficoltà del reparto di centrocampo soprattutto per quanto riguarda le possibilità di ricambio. Meno corsa e quindi intensità di gioco anche nel pressing alto da cui una grande sofferenza per i contropiedi avversari. E poi i quattro dietro, se possono contare su Nesta e Thiago nelle migliori condizioni, possono “tenere” anche il Barca. Se malauguratamente uno dei due o peggio entrambi hanno problemi, il naturale sostituto Mexes, nonostante le grandi potenzialità, non è ancora in grado di fornire la stessa sicurezza difensiva, soprattutto sui palloni provenienti dalle fasce.
FASE DI POSSESSO PALLA: Anche qui è evidente la difficoltà dovuta alla carenza di corse negli spazi senza palla, quella che riusciva a garantire Boateng, tanto per capirci. Lo sviluppo della manovra si basa quindi prevalentemente sulle sovrapposizioni in fascia, dove la qualità dei giocatori attualmente a disposizione non è poi così fenomenale, oppure, fino ad ora, sulla palla ad Ibra “pivot” per l’inserimento dei centrocampisti. Fenomenale in questo Nocerino, ma l’impiego di Maxi Lopez, secondo me sarà lui il sostituto dello svedese, porterà probabilmente ad uno sviluppo della manovra preferibilemente con palla a terra. E poi attenzione che adesso in panchina c’è sempre un certo Inzaghi… www.mauriziotrombetta.blogspot.com  

domenica 5 febbraio 2012

GIOVINCO, "PICCOLETTO" DAI PIEDI BUONI

Non ho visto la partita fra Parma e Chievo di oggi finita con la vittoria degli emiliani per due a uno, ma ho avuto la fortuna di vedere, nella girandola di immagini del pomeriggio sportivo, la “perla” del gol di Giovinco.
Dico perla perché ho la sensazione che non sia stata una bella partita, brutto sicuramente il terreno di gioco e probabilmente poco altro spettacolo oltre a questo gioiello di tecnica e di soluzione di gioco del trequartista del Parma.
Inserimento in area con corsa in verticale per suggerire il passaggio in profondità al compagno di squadra in possesso di palla e lancio di quest’ultimo, Mariga, non rasoterra, ma con uno spiovente sul quale il nostro può arrivare solo sulla corsa appunto ed in più con l’avversario alle spalle pronto in marcatura.
Palla difficile anche solo da controllare e lui cosa fa, si inventa un controllo al volo perfetto con il destro, un immediato palleggio successivo senza far cadere la palla a terra, sbilanciando e così liberandosi del difensore alle sue spalle e poi infilando di precisione con il sinistro con calma e sicurezza questa volta si, facendo prima rimbalzare il pallone a terra.
Difficile se non impossibile anche solo da immaginare per un giocatore normale, naturale e semplice in maniera quasi disarmante per uno come lui che con un doppio controllo riesce a “crearsi” una occasione da gol facile.
E mi viene da pensare che sia la domenica dei “piccoletti dai piedi buoni”, come per esempio Totò Di Natale, ancora una volta fantastico ad inventarsi un gol strepitoso con la Fiorentina.
Una specie di “cucchiaio” non su calcio di rigore, come normalmente si fa, e neanche sull’uscita del portiere quando lo si scavalca con un colpo sotto in anticipo.
No, Totò ha avuto la capacità di sbilanciare il portiere fintando un tiro di potenza dal limite dell’area, per poi “accarezzare” da sotto il pallone facendolo entrare in porta di precisione a fil di palo.
Piccoli con baricentro basso, con piedi vellutati e soluzioni tecniche piene di fantasia, che fanno addirittura azzardare il paragone con il signor Maradona.
"Very Slowfootball People" della settimana Sebastian Giovinco capace di farci “gustare” prodezze tecniche di rara bellezza e “inventiva” che ci riportano alla mente i campioni di una volta.

Maurizio Trombetta

sabato 4 febbraio 2012

Fiorentina-Udinese: Equilibrio e fisicità per i viola

Messaggero Veneto, 4 febbraio 2012
"L'angolo del tecnico"
di Maurizio Trombetta

Trasferta difficile per l’Udinese a Firenze e non soltanto per le avverse condizioni metereologiche previste. Oltre alla minore possibilità di recupero per i friulani che hanno giocato il turno infrasettimanale, bisogna considerare anche il fatto che questa Fiorentina sembra avere trovato la giusta via dopo il cambio di allenatore dei mesi scorsi e soprattutto con la chiusura del mercato di gennaio. Anche i toscani, come ormai un numero sempre maggiore di squadre del campionato italiano, si dispongono ora in campo con tre difensori centrali, base sulla quale poi Delio Rossi riesce a sfruttare al meglio le qualità e caratteristiche dei giocatori a disposizione, un organico con individualità di valore assoluto. Il modulo adottato è il 3-5-1-1, come quello dell’Udinese, con la sostanziale differenza della “taglia” e stazza dei giocatori delle due squadre: gli interpreti viola sono tutti più alti di statura e con un peso specifico maggiore. Di conseguenza serviranno ritmo alto e intensità di gioco per metterli in difficoltà e non permettergli di sfruttare le loro altrettanto buone caratteristiche tecniche. Fase di non possesso. Gamberini, Natali e Nastasic formano il tridente di difesa. Il giovane serbo risulta ancora un po’ l’anello debole della catena: Classe ’93, proveniente dal Partizan Belgrado, paga attualmente il noviziato in Serie A, ma col prospetto di diventare uno dei migliori difensori del campionato. Il reparto è ben supportato sulle fasce da Cassani e Pasqual, più equilibrato a sinistra rispetto all’alternativa Vargas, mentre in mezzo Behrami, Montolivo e Lazzari, tre belle “bestie”, sono più portati a costruire piuttosto che distruggere. Fase di possesso. Delio Rossi come sempre è bravissimo a trovare gli equilibri di squadra, e a trovare il modo di sfruttare al meglio le qualità dei giocatori a sua disposizione. Decisivo in questo senso l’arrivo di Amauri perfetto nel ruolo di unica punta a farsi il … “mazzo” su tutto il fronte d’attacco. Questo agevola il naturale inserimento dei centrocampisti centrali; se l’Udinese si inserisce prevalentemente con gli esterni, nella Fiorentina il pericolo viene dalle mezzali Behrami e Lazzari e un po’ meno da Montolivo che agisce da uomo d’ordine davanti alla difesa. Cassani a destra e Pasqual a sinistra forniscono un valido apporto di cross, soprattutto dalla trequarti. E poi c’è il “fenomeno” Jovetic. Trequartista con doti realizzative da grande attaccante, il montenegrino in prospettiva può diventare un grande giocatore di club da livello internazionale. Quantità, qualità ed umiltà, fa gol in tutti i modi, soprattutto inserendosi sul centro-sinistra. www.mauriziotrombetta.blogspot.com

sabato 12 novembre 2011

Maurizio Trombetta è il nuovo allenatore dell' FCM Targu Mures, squadra di serie A rumena.

In bocca al lupo Mister!
Maurizio Trombetta è tornato in panchina. Il tecnico friulano ha infatti accettato l’offerta del Targu Mures, squadra di serie A rumena che si ritrova al penultimo posto in classifica dopo 7 giornate. L’obiettivo, ovviamente, è quello di centrare la salvezza. Dopo l’ottima Champions league disputata nel campionato 2008-2009 sulla panchina del Cfr Cluj (riuscì a guidare i suoi al successo per 1-2 sul campo della Roma e pareggiò 0-0 con il Chelsea salendo alla ribalta internazionale) l'allenatore udinese torna in Transilvania con uno staff tutto italiano: il suo vice è Alessandro Zaninelli (già con lui a Cluj) e il preparatore atletico Michele Bon.

domenica 30 ottobre 2011

UDINESE - PALERMO: C'E' UNA DIFESA ANCORA DA SISTEMARE

Messaggero Veneto, 25 ottobre 2011

"L'angolo del tecnico"
di Maurizio Trombetta

Ha solo due punti in meno dell’Udinese il Palermo che arriva al Friuli domenica. E a dire il vero avrà anche un giorno e mezzo di recupero in meno dopo il turno infrasettimanale. Però a differenza dei friulani ha vinto, e questo solitamente rende meno pesante assorbire la fatica. In più non giocando in Europa l’accumulo di stanchezza psico-fisica è minore rispetto ai bianconeri. Un solo pareggio senza aver mai segnato fuori casa e quattro vittorie su quattro partite in casa. Ma il vero problema per il Palermo è quello di una difesa non ancora all’altezza delle aspettative di Zamparini che, battendo già da lungo tempo su questo tasto, ha già cambiato tre o quattro allenatori…

FASE DI NON POSSESSO PALLA: Ben conscio dell’importanza del numero dei gol subiti per la squadra, il giovanissimo Mangia sta lavorando molto su questo aspetto alla ricerca del miglior assetto e dei giocatori più adatti allo scopo. L’ultimo e forse più importante accorgimento è quello del ritorno al suo ruolo naturale di centrocampista sul centrodestra di Migliaccio. Questo gli permette di proporre un rombo di centrocampo composto da tre incontrasti di sostanza, Barreto vera e propria “diga” in mezzo, Acquah anche corsa ed inserimenti a sinistra, dietro ad un trequartista. Forse la squadra difende ancora un po’ troppo “bassa”, ma così facendo si crea ampi spazi per il contropiede in avanti. Oltre a ciò la linea dei tre centrocampisti che si abbassa molto, permette alla coppia di difensori centrali Silvestre e Cetto, forti e di stazza, ma un po’ lenti, di non soffrire negli spazi ampi. I due esperti argentini garantiscono rendimento e sostanza a tutto il reparto completato a destra dal più difensivo Pisano ed a sinistra dal fluidificante Balzaretti.

FASE DI POSSESSO PALLA: Lo sviluppo della manovra risulta organizzato e sempre equilibrato. Difficilissimo vedere la squadra sbilanciata anche mentre attacca. Spinge naturalmente di più a sinistra dove il costante inserimento di Balzaretti accompagna gli spunti di Ilicic, trequartista mancino di gran corsa e tiro da fuori, cui piace partire proprio da quella fascia. In alternativa Zahavi, neoacquisto israeliano dalla “verticalizzazione” immediata. Senza l’infortunato Pinilla la coppia d’attacco dovrebbe essere formata da Hernandez e Miccoli, entrambi gran controllo di palla in corsa e tiro rapido e preciso. Gli avanti rosanero si cercano molto con sponde di un attaccante incontro per gli inserimenti dell’altra punta e del trequartista. www.mauriziotrombetta.blogspot.com

NAPOLI - UDINESE: RIPARTENZE ECCO IL PANE DI MAZZARRI

Messaggero Veneto, 25 ottobre 2011

"L'angolo del tecnico"
di Maurizio Trombetta

Napoli contro Udinese, in assoluto le due squadre più organizzate ed in forma di questo inizio stagione. Nessuno vorrebbe affrontarle in questo momento, per quanto sono toste, solide e forti. Probabilmente l’Udinese sta riuscendo attualmente ad “assorbire” meglio il turn-over “spinto” cui i due tecnici hanno deciso di far ricorso. In quest’ottica potrebbe risultare molto pesante per Mazzarri l’infortunio muscolare di Gargano. L’organico del Napoli ha probabilmente qualcosa in più soprattutto a livello qualitativo di giocatori già maturi, ma Guidolin sta riuscendo a mantenere un altissimo livello di prestazione nonostante la gioventù e relativa inesperienza dei giocatori a disposizione.

DIFESA: Qui per i partenopei, come per i friulani, le maggiori difficoltà con i ricambi di qualità. A Cagliari ha riposato Cannavaro ( e si è visto…), contro di noi il reparto sarà quello “titolarissimo”, con Campagnaro ed Aronica ai suoi fianchi. Impressionante quanto è sempre “corta” la squadra di Mazzarri. Nella fase di non possesso tutti, compresi i “fenomeni” davanti si abbassano per il recupero palla, con distanze davvero minime tra la linea di difesa ed il giocatore più avanzato, nell’ordine dei quaranta – cinquanta metri. Quando attaccano mantengono le stesse distanze con l’accompagnamento in avanti dei difensori, gli esterni che partecipano, i centrali che accorciano. Il che si potrebbe rivelare un punto debole in caso di palla persa, per la rapidità di Di Natale e per i molti metri a disposizione dietro le spalle che inevitabilmente una difesa così “alta” deve lasciare.

CENTROCAMPO: Credo sia davvero questo il reparto più “decisivo” di questa squadra. Innanzi tutto si muovono come un unico “blocco” nelle due fasi di gioco. Poi Hamsik e Lavezzi (o Cavani) si comportano come veri e propri centrocampisti nella fase di recupero palla. Ora, con la crescita di Zuniga sia a destra che a sinistra, hanno il ricambio di qualità sugli esterni. Da verificare il rendimento di Dzemaili al centro, finora poco utilizzato nel suo ruolo naturale, al fianco di Inler.

ATTACCO: Più che dei singoli mi piace parlare dei giocatori in generale che attaccano. Assolutamente “spaventosa” la corsa immediata in verticale ad aggredire gli spazi dei tre davanti una volta riconquistata palla. Micidiale il comportamento dei due esterni di centrocampo. Se uno va al cross (sempre teso e forte a cercare gli inserimenti degli attaccanti…tutti!), l’altro arriva sempre a chiusura sul secondo palo. www.mauriziotrombetta.blogspot.com

domenica 23 ottobre 2011

UDINESE-NOVARA: MACCHINA ANCORA IN RODAGGIO

Messaggero Veneto, 22 ottobre 2011
L'angolo del Tecnico

di Maurizio Trombetta

Il Novara, proveniente da due promozioni consecutive dalla Prima Divisione alla Serie A, sta scontando più di quel che merita il “noviziato” nella massima serie. Probabilmente sta pagando in maniera eccessiva la naturale difficoltà di inserimento dei molti giocatori nuovi “di categoria” necessari ad innalzare il livello qualitativo della squadra, unita ad una certa inesperienza del gruppo storico proveniente dalle serie minori. Non si può pretendere in Serie A il fantastico Novara dallo strapotere di gioco collettivo dell’anno scorso. Tesser lo sa e non appena avrà trovato il giusto equilibrio nell’inserimento dei nuovi in funzione del “telaio” esistente, sarà in grado di dare fastidio a molte squadre. Difesa. Nonostante gli innesti di Paci e Dellafiore il livello qualitativo del reparto non è ancora sufficiente. Ora il tecnico si trova a dover fare i conti anche con parecchie assenze e infortuni che lo costringono ad adottare soluzioni di fortuna. Probabilmente Della fiore, difensore centrale a sinistra al posto di Gemiti, con due centrali con caratteristiche troppo “uguali” come Paci e Centurioni, a destra Morganella, giovane di prospettiva ancora un po’ acerbo per la serie A. Centrocampo. Stesso schema di un anno fa – tre centrocampisti più un trequartista –, quasi gli stessi interpreti. Porcari (o Marianini) a destra, Rigoni a sinistra, Pinardi (o Mazzarani) a fare il vertice alto del “rombo” di metàcampo. Il solo Radovanovic, più incontrista che regista, a cercare di dare sostanza e presenza fisica in mezzo, ma che deve ancora crescere per potersi imporre a questi livelli. È un reparto che nella categoria inferiore dettava legge, adesso mi sembra un po’ troppo poco fisico e non abbastanza tecnico da imporre il gioco. Attacco. È questo il reparto dove sono stati apportati i maggiori cambiamenti e che infatti non sta ancora rendendo secondo le potenzialità. Oltretutto qui si notano le maggiori difficoltà nei meccanismi e sincronismi di gioco. Le punte si muovono ancora un po’ troppo singolarmente e con iniziative personali. Manca il gioco collettivo con i bei movimenti coordinati cui ci aveva abituato il Novara di Tesser. Per il momento giocano prevalentemente Morimoto e Meggiorini entrambi veloci e pericolosi nelle conclusioni a rete. Credo che quando Jeda (finora sempre subentrato), riuscirà a meritarsi un posto da titolare, Tesser potrà trovare la quadratura del cerchio per sfruttare le doti realizzative delle altre punte, compresi Granoche e Rubino.

giovedì 20 ottobre 2011

BENTORNATO GIORGIO PORRA', UN VERO SIGNOR SLOWFOOTBALL














Grande persona e grandissimo giornalista, sempre equilibrato, pacato e sereno nel suo modo di condurre.
Sapevo che ha avuto problemi di salute piuttosto gravi, per cui rivederlo in video è stata una piacevole e molto apprezzata sorpresa.
Sempre lo stesso “aplomb”, lo stesso stile, la solita capacità di far sentire lo spettatore “a casa sua”, fra amici a condividere la stessa passione per il calcio parlandone pacatamente e in modo simpatico, ma semplice ed oggettivo.
E’ sempre un piacere ascoltare ed assistere alle sue trasmissioni, certo probabilmente un po’ meno carino della D’Amico (almeno per me…), ma decisamente meno enfasi, più naturalezza nel parlare e nel modo di approcciare sia gli ospiti che agli argomenti che tratta.
Bravissima Ilaria, bravo e simpaticissimo Caressa, ma lui è e rimane comunque di un altro livello.
Sarà perché ricordo sempre il mitico programma “Lo sciagurato Egidio”, una fantastica trasmissione di approfondimento sportivo e non solo in cui con gran maestria raccontava le “storie” che andavano oltre al semplice personaggio calcistico.
La sua è secondo noi di Slowfootball la maniera ideale di porsi di fronte alle partite, agli eventi anche i più “drammatici” ed in generale a tutte le cose del calcio.
Bentornato a Giorgio Porrà, uomo di sport, di diritto e sempre Very Slowfootball Person.
Maurizio Trombetta

mercoledì 19 ottobre 2011

UDINESE-ATLETICO MADRID: FALCAO ANIMALE D'AREA

Udine, 19 ottobre 2011- Messaggero Veneto
"L'angolo del tecnico" 
di Maurizio Trombetta

La partita più difficile ed importante dell’intero girone di qualificazione contro la squadra più forte. Difficile per la qualità tecnica e fisica dell’organico a disposizione e per la grande esperienza europea di alto livello del Atletico Madrid. Importante perché un eventuale conferma dell’Udinese a chiusura del turno di andata permetterebbe non solo di consolidare la classifica dei friulani, ma anche di affrontare le gare del ritorno con la giusta consapevolezza dei propri mezzi ed il conseguente “rispetto” delle squadre avversarie, a cominciare dalla difficilissima trasferta di Madrid.
FASE DI NON POSSESSO PALLA: Non è un caso se l’Atletico, a parte i cinque gol contro il Barca, ha incassato fra campionato e Uefa League solo due gol. Mai vista una squadra spagnola svolgere la fase di non possesso con una simile attenzione tattica. Manzano deve avere origini italiane… Solo qui da noi si vedono i giocatori che in fase di recupero palla si guardano l’un l’altro per mantenere le distanze, darsi le giuste coperture, “accorciare” sulla palla e recuperare immediatamente la posizione in “diagonale” sul portatore. Due difensori centrali di stazza, Miranda, più dotato tecnicamente e fisicamente e uno fra Filipe Luis o Godin, con due esterni rapidi e attenti nella fase difensiva della linea a quattro. Unica certezza dei quattro di centrocampo Mario Suarez sempre e comunque mediano davanti alla difesa. Di fianco a lui probabilmente Gabi, una buona mezzala, Reyes, molto meno sostanza rispetto all’assente Arda Turan, e uno fra Tiago o Koke, con Diego sempre pronto ad abbassarsi per recuperare qualche palla “sporca”.
FASE DI POSSESSO PALLA: Qui sembra che gli unici due ai quali sia permesso inventare qualcosa al di fuori degli schemi siano Diego e “bomber” Falcao. Soltanto Reyes, mancino che gioca a destra, più esteticamente bello ed elegante che realmente concreto, prova qualche giocata illuminante. Per il resto giocate e movimenti piuttosto lineari da parte degli altri centrocampisti più gli inserimenti dei due terzini, con la costante presenza in mezzo di Mario Surez a fornire quell’equilibrio di squadra che è la caratteristica fondamentale dell’Atletico. Poi Diego, ce lo ricordiamo, se gli si lascia tempo di gioco fa male, e Falcao comunque gran movimento, ma soprattutto “animale” d’area, bravissimo a posizionarsi dietro le spalle del secondo difensore per poi chiudere sulla porta. 
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mercoledì 5 ottobre 2011

Meno forza, più gioco in velocità

Primi in classifica dopo cinque partite di campionato con undici punti contro l’ultimo posto ed un solo punto dopo altrettanti turni della passata stagione. Decisamente un tantino diverso…! Eppure questa Udinese è figlia di quella che l’anno scorso a questo punto aveva collezionato quattro sconfitte ed un pareggio. Anzi viene quasi da dire “nipote” visto il doppio salto generazionale dei “vecchietti” che hanno un anno in più, e dei nuovi giovani che sono quasi dei bimbi. Via Zapata, Inler e Sanchez, dentro finora il solo “vecchio” Danilo con una banda terribile di ragazzi ancora da svezzare, ed il prodotto non solo non cambia, ma quasi migliora. Fenomenali il “Padrino” Paron Pozzo e “mastro” Checco Guidolin, per rimanere nell’ambito del paragone familiare che sicuramente ben rappresenta e probabilmente piace ad entrambi.

FASE DI NON POSSESSO PALLA: Due considerazioni. 1) Anche nei preliminari di Champions con l’Arsenal, nonostante l’inesperienza di alcuni elementi del reparto arretrato, l’abitudine a lavorare giornalmente su diversi moduli di gioco tipica del mister, ha consentito alla squadra un rendimento di ottimo livello con la disposizione a quattro in difesa. 2) Il ritorno al modulo 3-5-1-1 ed il recupero di giocatori importanti come Basta, Ferronetti e Domizi ha consentito di ritrovare l’equilibrio indispensabile per risultati di questo livello. In particolare l’accentramento a scalare di Isla e Pinzi, ha permesso di non risentire in maniera eccessiva della partenza di Inler. Certo un po’ di dinamismo in meno, ma stessa capacità ed efficacia nel recupero palla in mezzo al campo, caratteristica fondamentale per le squadre di Guidolin, da cui la fantastica impenetrabilità della miglior difesa del campionato.

FASE DI POSSESSO PALLA: Qui il cambio degli interpreti denota maggiori differenze nel tipo di sviluppo della manovra, con la necessità di maggior pazienza nella ricerca di un assetto definitivo. Mancano le geometrie ed i cambi di gioco di Inler, il gioco si sviluppa maggiormente per mezzo di scambi stretti palla a terra, con ripartenze veloci una volta recuperata palla. Naturalmente per ora meglio a sinistra con la collaudata coppia Asa ed Armero , rispetto a destra dove gli automatismi tra Basta e Isla devono ancora migliorare, e soprattutto Torje (complimenti, tempi di apprendimento imprevedibilmente rapidi) non è comunque paragonabile a Sanchez. Gli auspicati rientri di Floro e Barreto, entrambi notevolissime qualità seppur con caratteristiche diverse, daranno la possibilità di avere nuove e diverse soluzioni di gioco, oltre a qualche turno di riposo a Totò. www.mauriziotrombetta.blogspot.com

Marchisio: tecnica e caparbietà in stile Juve

Ho visto il primo tempo ed intravisto il secondo di Juventus – Milan del posticipo serale della sesta (quinta effettiva) del Campionato.

Bella partita, Juve che surclassa il Milan sotto tutti i punti di vista, ma mi piace evidenziare soprattutto uno dei protagonisti principali di questo strapotere sia fisico che tecnico dei bianconeri, Claudio Marchisio.Partendo dall’azione del primo gol a quattro minuti dalla fine della partita, inserimento palla al piede con doppio uno-due, prima con Vidal e poi con Vucinic per inserirsi nel cuore dell’area di rigore ed andare a segnare su “rimpallo” pressando ancora la respinta del difensore avversario.

Con la caparbietà che solo un “campioncino” può ancora avere a quel punto della partita dopo aver speso così tanto, quasi tutto, senza aver ancora raggiunto il meritato vantaggio.Perché se continua così, ha tutte le carte in regola per essere un campione vero come il Tardelli a cui giustamente viene paragonato o a un Maldini, un Del Piero, tanto per far riferimento a due “bandiere”, termine che ormai raramente può essere usato in questo calcio odierno.

Credevo non fosse mai andato via dalla Juve, invece un anno ad Empoli lo ha fatto.

Però poi non si è più mosso, ogni anno pieno di richieste, anche di altissimo livello, e mai sicuro di un posto in squadra da titolare, ma sempre rimasto in bianconero e guarda caso sempre diventato un pilastro della squadra, stagione dopo stagione.

Evidentemente la caparbietà cui facevo riferimento prima, oltre naturalmente a doti tecniche, fisiche e tattiche di primissimo livello.

Rimanendo alla partita di ieri sera, assolutamente notevole poi nel primo tempo, un controllo volante “no look”, come dicono i “veri” sempre in fase di inserimento in piena area di rigore avversaria.

Unica colpa la mancanza di pazienza per aspettare che la palla, controllata incredibilmente bene nonostante fosse uscita dal suo campo visivo, rimbalzasse nuovamente a terra per poterla poi colpire con la giusta forza.

Imparate da questi esempi bambini e ragazzi che sognate di diventare giocatori di calcio.

Doti tecniche straordinarie, ma anche la forza di provare a fare cose difficilissime e quindi con la possibilità di non riuscire, ed al contempo il carattere per continuare a provare a fare cose “importanti” fino alla fine della partita nonostante la fatica.

Claudio Marchisio, classe 1986, venticinque anni, “campione work in progress” è per me il VERY SLOWFOOTBALL PERSON della settimana.

mercoledì 28 settembre 2011

CELTIC-UDINESE: PALLA LUNGA E PEDALARE? NON SI FA PIU’

Messaggero Veneto, 28 settembre 2011
L'angolo del Tecnico
di Maurizio Trombetta

A Glasgow contro il mitico Celtic. Sembra quasi di andare a fare una partita di “ciapa no”, dove bisogna cercare di prendere il meno possibile. Udinese costretta a fare turn-over ai massimi livelli, forse addirittura senza attaccanti di ruolo, e loro con grossi problemi per infortuni soprattutto in difesa. Ma è pur sempre il secondo turno dell’Europa League e le motivazioni saranno comunque fortissime da entrambe le parti. Con l’aggiunta del fattore campo, cui anche i giocatori scozzesi fanno riferimento con grande enfasi nelle interviste pre-partita. La pressione cui cercano di sottoporre la squadra avversaria, che probabilmente giudicano giovane e senza grande esperienza internazionale, può anche essere letta come un sintomo di non piena fiducia nelle proprie forze. Sistema di gioco. La squadra si dispone in campo secondo un modulo 4-2-3-1 dimostrandosi formazione compatta e pragmatica, senza grandi individualità e assolutamente con poca fantasia. Contrariamente a quanto ci si aspetta, sviluppano la manovra con palla a terra. Usano la tipica palla lunga del calcio anglosassone quasi esclusivamente sul lato sinistro a cercare la testa, il fisico e la corsa del greco Samaras. Per il resto imbastiscono manovre in cui sembra addirittura che il dribbling sia vietato. Solo il prodotto del vivaio Forrest, esterno alto di destra, o il suo possibile sostituto Commons, si avventurano qualche volta nell’uno contro uno o in qualche accelerazione comunque in grado di creare pericoli. Il centrocampo è disposto a triangolo invertito, con due mediani di gran sostanza e dinamismo come Ledleye e Kayal (quest’ultimo con buon tiro e inserimenti palla al piede), più il coreano Ki Sunt Yong, altro centrocampista di buona tecnica e molta corsa, sempre pronto a smarcarsi per lo scambio nei piedi o ad inserirsi sulla corsa. Davanti l’unica punta Hooper, non proprio ottimi piedi, ma gran generosità e molto abile nei movimenti nello spazio, soprattutto in profondità sulle fasce. Fase di non possesso. Il Celtic è squadra comunque di buona stazza, recupera palla con un pressing collettivo di non grandissima intensità, ma continuo, organizzato e “pesante” nel lungo periodo. Restringono gli spazi di gioco con una pressione progressiva che gli permette di recuperare palla di reparto per poi ripartire in verticale. Guai a voler giocare nello stretto e per troppo tempo nello stesso settore. Bisogna farli avvicinare e poi cambiare il fronte di gioco per poter poi puntare nello spazio aperto i difensori alti e non certo rapidi. (www.mauriziotrombetta.blogspot.com) ©RIPRODUZIONE RISERVATA


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domenica 25 settembre 2011

CAGLIARI-UDINESE: È AL CENTRO L’ANIMA DEL CAGLIARI

Messaggero Veneto, 24 settembre 2011
L'angolo del Tecnico
di Maurizio Trombetta

Cambiano gli allenatori alla guida della squadra, ma rimane sempre lo stesso Cagliari. Pur non condividendo la facilità con cui Cellino sostituisce gli allenatori, bisogna ammettere che le scelte del presidente garantiscono comunque in qualche modo una certa continuità tecnica del progetto di gioco. Sicuramente dovuta al fatto che lo “zoccolo” del gruppo storico dei giocatori importanti rimane invariato, soprattutto per quello che riguarda le “fondamenta” della squadra, cioè difesa e centrocampo, permettendosi viceversa un maggior ricambio e rinnovamento di anno in anno nel reparto avanzato. Fase di possesso. Agazzi in porta deve ancora migliorare per garantire una regolarità di rendimento da Serie A, con davanti un gruppo granitico composto dai quattro difensori, i tre di centrocampo più il trequartista Cossu. Pisano, Astori, Canini e Agostini nella linea a quattro, con Biondini, Conti Nainngolan in mezzo. In queste prime tre partite di campionato hanno praticamente giocato sempre e solo loro. E da come si muovono in campo, distanze sempre cortissime fra le due linee, movimenti sincronizzati e coordinati in funzione delle diverse situazioni di gioco. Viene quasi da pensare che escano insieme anche a cena… sono davvero questi otto giocatori “l’anima” del Cagliari, quasi a prescindere dall’allenatore in panchina. Le due punte partecipano a questa fase quasi esclusivamente nel non consentire la verticalizzazione immediata ai difensori avversari. Fase di non possesso. Le due punte che in fase di costruzione della manovra si dispongono piatte, piuttosto larghe, si incrociano poco fungendo in pratica da punto di riferimento avanzato in fase di ripartenza una sul centro-destra e una sul centro-sinistra. Nenè è molto forte nel gioco aereo, ma anche con conclusioni al tiro spesso “velenose”, al suo fianco uno fra Larrivey e Thiago Ribeiro, quest’ultimo punta più di movimento ma che “vede” la porta. Pericoloso nelle conclusioni da fuori quando arriva a rimorchio capitan Conti, onnipresenti Biondini e Nainngolan sia in copertura che negli inserimenti, soprattutto palla al piede come a Palermo. L’ago della bilancia del gioco cagliaritano rimane comunque sempre Cossu. Il piccolo trequartista sardo sta ora giocando più centralmente con maggior possibilità quindi di arrivare alla conclusione per il gol, ma rimane comunque imprendibile le volte in cui spostandosi sulla trequarti laterale, riesce sempre a effettuare cross pericolosissimi e spesso mortiferi. (www.mauriziotrombetta.blogspot.com


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CAGLIARI-UDINESE: È AL CENTRO L’ANIMA DEL CAGLIARI 

Messaggero Veneto, 24 settembre 2011
L'angolo del Tecnico
di Maurizio Trombetta

Cambiano gli allenatori alla guida della squadra, ma rimane sempre lo stesso Cagliari. Pur non condividendo la facilità con cui Cellino sostituisce gli allenatori, bisogna ammettere che le scelte del presidente garantiscono comunque in qualche modo una certa continuità tecnica del progetto di gioco. Sicuramente dovuta al fatto che lo “zoccolo” del gruppo storico dei giocatori importanti rimane invariato, soprattutto per quello che riguarda le “fondamenta” della squadra, cioè difesa e centrocampo, permettendosi viceversa un maggior ricambio e rinnovamento di anno in anno nel reparto avanzato. Fase di possesso. Agazzi in porta deve ancora migliorare per garantire una regolarità di rendimento da Serie A, con davanti un gruppo granitico composto dai quattro difensori, i tre di centrocampo più il trequartista Cossu. Pisano, Astori, Canini e Agostini nella linea a quattro, con Biondini, Conti Nainngolan in mezzo. In queste prime tre partite di campionato hanno praticamente giocato sempre e solo loro. E da come si muovono in campo, distanze sempre cortissime fra le due linee, movimenti sincronizzati e coordinati in funzione delle diverse situazioni di gioco. Viene quasi da pensare che escano insieme anche a cena… sono davvero questi otto giocatori “l’anima” del Cagliari, quasi a prescindere dall’allenatore in panchina. Le due punte partecipano a questa fase quasi esclusivamente nel non consentire la verticalizzazione immediata ai difensori avversari. Fase di non possesso. Le due punte che in fase di costruzione della manovra si dispongono piatte, piuttosto larghe, si incrociano poco fungendo in pratica da punto di riferimento avanzato in fase di ripartenza una sul centro-destra e una sul centro-sinistra. Nenè è molto forte nel gioco aereo, ma anche con conclusioni al tiro spesso “velenose”, al suo fianco uno fra Larrivey e Thiago Ribeiro, quest’ultimo punta più di movimento ma che “vede” la porta. Pericoloso nelle conclusioni da fuori quando arriva a rimorchio capitan Conti, onnipresenti Biondini e Nainngolan sia in copertura che negli inserimenti, soprattutto palla al piede come a Palermo. L’ago della bilancia del gioco cagliaritano rimane comunque sempre Cossu. Il piccolo trequartista sardo sta ora giocando più centralmente con maggior possibilità quindi di arrivare alla conclusione per il gol, ma rimane comunque imprendibile le volte in cui spostandosi sulla trequarti laterale, riesce sempre a effettuare cross pericolosissimi e spesso mortiferi. (www.mauriziotrombetta.blogspot.com

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sabato 24 settembre 2011

VSP: Jovetic, tecnica valori e semplicità


E’ Stevan Jovetic il “Very Slowfootball Person” della settimana, autore di una doppietta nel turno infrasettimanale della Fiorentina in casa contro il Parma.
Giocatore giovane di gran talento che aveva già avuto modo di dimostrare le sue ottime doti realizzative quando, arrivato appena diciottenne in Italia, si era subito rivelato all’altezza sia del Campionato Italiano che della Champions.
E’ stato poi fermato da un grave infortunio al ginocchio che , fra interventi riabilitazioni e complicazioni varie lo ha tenuto lontano dai campi di gioco in pratica per tutta la stagione agonistica 20101 – 2011.
Non è una vera punta, ma corre e segna davvero tanto, con delle giocate che sono una vera delizia per gli occhi degli appassionati del bel calcio.
Come quella del suo secondo gol realizzato col Parma.
Movimento in verticale nel cuore della difesa avversaria, appena fuori area, per ricevere palla nei piedi, controllo morbido e perfetto, ma con palla che gli “rimane un po’ sotto”, immediato spostamento leggermente laterale con l’esterno dello stesso piede per scappare alla pressione dell’avversario che lo sta recuperando e praticamente sullo stesso passo, tocco preciso ancora col piede destro, senza lasciare nessun tempo di reazione al portiere colto in controtempo.
Tre tocchi di palla in spazi stretti e con una velocità di esecuzione tecnica della sequenza di azioni che portano al tiro vincente, di una difficoltà assoluta che lui riesce a rendere semplici e di una naturalezza fenomenale.
Un talento naturale supportato da doti anche fisiche fuori dal comune, ma che è evidentemente rimasto un ragazzo semplice e di forti valori, visto che alla fine della partita ha avuto la sensibilità di “dedicare” uno dei due gol che hanno rappresentato in pratica il suo ritorno al calcio giocato, al suo compagno di squadra Giardino vittima di un grave infortunio la giornata precedente.
Gesti tecnici sopraffini, valori positivi, uomo e ragazzo che rimane sé stesso nonostante il successo: Grande Jo-Jo (come lo chiamano Firenze) very slowfootball…!

lunedì 19 settembre 2011

Very Slowfootball Person della seconda giornata Edison Cavani




di Maurizio Trombetta

Il fatto che Slowfootball promuova i valori della sportività ed il rispetto del risultato qualsiasi esso sia a prescindere dalla vittoria o dalla sconfitta, non significa che non apprezzi la gran carica agonistica e la fame di vittoria che anche ieri nella partita Napoli – Milan ha dimostrato Edison Cavani.
E’ lui il VPS ( Very Slowfootball Person) della seconda giornata di Campionato! Non solo grazie alla splendida tripletta realizzata contro i Campioni d’Italia, ma soprattutto per il modo, il carattere, la voglia (come il bambino con il barattolo della marmellata…) in cui l’ha confezionata.
Tre tiri al volo, senza controllo, improvvisi, ma precisi senza la minima sbavatura con una capacità coordinativa e di reazione fuori dal comune.
Due le considerazioni che mi vengono immediatamente.
1. è evidentemente un marchio di fabbrica, una sua dote caratteristica quella del tiro al volo, ripensando al primo gol che realizzò nel campionato italiano, ancora giovanissimo, nel Palermo di Guidolin, con un destro al volo dal vertice dell’area grande di rara precisione, forza e coordinazione estetica, che chi ha avuto la fortuna di vedere sicuramente ricorderà.
2. il terzo gol soprattutto mi ha impressionato... per la facilità e la naturalezza con le quali è stato fatto, dovute appunto a questa sua irrefrenabile voglia di far gol, di non accontentarsi mai, anzi, più fa gol e più si diverte a farne! È davvero ammirevole e da “far vedere a i bambini”, la maniera in cui nell’azione del terzo gol, Cavani dà la palla in fascia, credo per Maggio che si appresta al cross, e scatta in area per andare alla conclusione.
Lui parte per andare a chiudere direttamente sul passaggio del compagno, ma è talmente “preso” dalla “fame del gol” che anche la carambola della palla rinviata da Nesta, lo trova pronto a colpire perfettamente pur in una situazione di gioco così improvvisa.
Per chiudere mi piace far notare un’altra cosa da portare ad esempio per i più giovani, anche e soprattutto ai bambini di talento: la sua rincorsa ad un giocatore del Milan fino alla sua area di rigore a cinque minuti dalla fine della partita, per andare a “raddoppiare” un suo compagno in fase difensiva.
Comportamento da grande campione capace non solo di gesti tecnici fantastici, ma anche di un comportamento di grande sacrificio ed utilità per il bene della squadra.
Raramente purtroppo si vede questo tipo di atteggiamento nei settori giovanili, per cui un insegnamento Very Slowfootball con il grande Edison Cavani, campione da imitare.


mercoledì 14 settembre 2011

Friuli doc a Udine!







Vini, vivande, vicende e vedute, in una parola: Friuli DOC, anche quest’anno pronto a celebrare la nostra regione, nella splendida atmosfera offerta da Udine.

’ormai tradizionale evento torna a stuzzicare curiosità, gusti e piaceri per permettere ancora una volta di apprezzare le bellezze, le peculiarità e le prelibatezze di una terra ricca e ospitale.

al 15 settembre si darà il via alla prossima edizione che per quattro giornate animerà la città con i suoi stand enogastronomici dove poter gustare i mille sapori della nostra regione, ma come sempre Friuli Doc non è solo questo. Infatti un centinaio di spettacoli musicali, bande, gruppi folkloristici, animazione da strada e laboratori per bambini animeranno le vie e le piazze cittadine e inoltre per i più curiosi non mancheranno gli appuntamenti culturali con numerosi incontri, presentazioni, mostre e visite guidate.

a diciassettesima edizione sarà dedicata alla “Terra dei Patriarchi” con protagoniste 11 cittadine che abbracciano un territorio che va dai monti al mare. Aquileia, Udine, Cividale, San Daniele, Gemona, Moggio, Tarcento, Zuglio, Codroipo, Marano e Rosazzo, ci faranno rivivere parte della nostra storia, cultura e delle tradizioni del Friuli Venezia Giulia.

i aspettiamo quindi anche quest’anno, a Udine dal 15 al 18 settembre… non mancate!

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martedì 16 agosto 2011

Arsenal-Udinese

L'angolo del tecnico
Messaggero Veneto, 15 agosto 2011
di Maurizio Trombetta

Finalmente la “musichetta” della Champions League. Di Natale e Pinzi sanno che carica riesce a dare e gli altri giocatori dell’Udinese se ne accorgeranno! L’Arsenal ha una familiarità infinitamente maggiore con questa competizione, ma stavolta rischia di sentirla riecheggiare solo in due occasioni nell’arco dell’intera stagione. Non è un caso se questa squadra, abituata nel corso dell’ultimo decennio a raggiungere spesso i quarti, quest’anno deve ricorrere a un pericoloso preliminare. La società è solida e tornerà a raggiungere i vertici del calcio europeo in futuro, ma attualmente Wenger, dovendo sostituire grandi campioni all’ultimo momento, si trova decisamente in difficoltà. Quando Fabregas, il tuo capitano ventiquattrenne sceglie di andarsene, beh qualche problema lo crea. Nastri e Clichy sono insostituibili nel breve periodo. Sistema di gioco. Palla a terra (non sembra neanche una squadra inglese), un’unica punta dietro la quale giocano un numero indefinito di giocatori offensivi, attaccanti e/o centrocampisti che siano, grandi corse e inserimenti senza palla, sfruttamento delle fasce laterali con gli esterni sia d’attacco che di difesa. Questi i concetti di gioco principali di Wenger che, su una base fissa di difesa a quattro, può disporre la squadra con il 4-2-3-1, ma secondo me, ancora più offensivamente, con un 4-1-4-1. Song quasi inamovibile davanti alla difesa, una specie di diga invalicabile, tutti gli altri a far gioco e a buttarsi dentro negli spazi. Rosicky un po’ più di Ramsey centralmente, Arshavin e la “scheggia” Gervinho ai lati. Il primo è più trequartista, giostra spesso a sinistra da dove tende ad accentrarsi per la conclusione e/o l’assist, l’altro più punta, una specie di Sanchez prima maniera. I due spesso si scambiano la fascia di competenza, dove, come non bastasse si inseriscono anche i terzini. Davanti Chamakh, meno tecnico ed elegante di Van Persie, ma in grado di garantire maggior movimento. Tattica. L’Arsenal è micidiale quando può sviluppare l’azione su palla riconquistata nella sua trequarti o a cavallo della metàcampo. Se trova spazi nei quali correre prima con gli attaccanti esterni, poi con i centrocampisti centrali e i terzini, diventa devastante. A centrocampo sarà fondamentale il comportamento degli uomini di Guidolin. Perdere palla in questo settore contro questa squadra e questi giocatori sarebbe pericolosissimo. Viceversa riuscire a venir fuori da questa prima fase di pressing dell’Arsenal, permetterebbe soluzioni di gioco importanti soprattutto sulle fasce dove i due esterni di difesa sono spesso troppo alti. Corretta la disposizione 4-1-4-1 o 4-4-1-1 di Guidolin, per coprirsi sulle fasce, da verificare i tempi di inserimento di Isla e Armero con il nuovo modulo e, ahime, l’assenza di un gestore di palla come Inler in mezzo al campo.


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giovedì 4 agosto 2011

Appuntamento molto Slowfootball al Visionario di Udine

VENERDÌ 5 AGOSTO LA SERATA-EVENTO GRATUITA

VISIONARIO “A TUTTO SPORT”:  IN PROGRAMMA L’INNO DELL’UDINESE IN CHAMPIONS LEAGUE LIVE  CON DEK ILL CEESA DEI CARNICATS, L’OMAGGIO DI JACQUES TATI AL CALCIO  CON IL DOCUMENTARIO FORZA BASTIA E IN CHIUSURA IL MALEDETTO UNITED, FILM TRATTO DAL MIGLIOR ROMANZO “SPORTIVO” DI SEMPRE
Udine – Visionario “a tutto sport” è una serata speciale che tra cinema e musica celebra lo sport nazionale per eccellenza e che avrà luogo a Udine, città-natale di una delle squadre di calcio più antiche del nostro paese, capace di mettere a segno, in oltre un secolo di vita, numerose e illustri vittorie nazionali e internazionali. L’evento organizzato dal Centro Espressioni Cinematografiche per Visionario d’Estate 2011 si svolgerà venerdì 5 agosto a ingresso libero nel Giardino di Via Asquini con un programma che prevede dalle ore 19.00 alle 21.00 il Dj Set di
Le rocce sono Deo e Dek (Carnicats), Railster, Soulja e Kappah.didiROC Stars, duo composto da Marco Deo Da Rin e dall’autore dell’inno dell’Udinese in Champions League La Champions in Friûl, Dek ill Ceesa dei Carnicats; alle ore 21.15, al Cinema all’Aperto, la proiezione del documentario poetico Forza Bastia (1978) diretto dal francese Jacques Tati e dedicato allo scompiglio generato nella piccola cittadina corsa dalla finale di Coppa UEFA tra il Bastia e il PSV Eindhoven, e in chiusura, alle ore 21.45, la proiezione del film Il maledetto United, firmato dal regista de Il discorso del re, Tom Hooper, sulla storia di Brian Clough, allenatore di calcio inglese degli anni ’70, tratto dal miglior romanzo “sportivo” di sempre.
Durante la serata di venerdì 5 agosto sarà attivo il Bar all’aperto di Visionario d’Estate 2011. In caso di maltempo, l’evento si svolgerà al coperto tra il Bar del Visionario (I piano) e la Sala Astra.
Ore 19.00 – 21.00 Giardino del Visionario. ROC Stars Dj set. “Nati da una pietra primordiale, figli delle stelle del Funk e del Soul”, come amano definirsi, i ROC Stars sono un collettivo di Dj friulani che “shakerano” l'Hip-hop e l'R&B con Dancehall e Dubstep. Originalmente composto da Deo e Dek (dei Carnicats), Railster, Soulja e Kappah, il ROC Stars Dj set pensato per la serata del 5 agosto vedrà esibirsi alla consolle in duo i soli Marco Deo Da Rin e Dek ill Ceesa dei Carnicats. Quest’ultimo è giù una star del Web dopo aver composto con Red Storm SoundSystem La Champions in Friûl, hit in rap carnico dedicata alla qualificazione in Champions League dell'Udinese.
Ore 21.15 Cinema all’Aperto. Forza Bastia (Francia 1978, 26’) di Jacques Tati e Sophie Tatischeff. Dimenticato per oltre vent’anni e riscoperto dalla Cinémathèque de Corse, questo piccolo gioiello cinematografico firmato da una delle figure magiche del cinema francese del dopoguerra, l’attore Jacques Tati, è il ritratto affettuoso e appassionato dell’umanità di un piccolo paese corso, Bastia, alle prese con un evento straordinario: la finale di Coppa Uefa tra la squadra locale e il PSV Eindhoven. Un moccioso con le ginocchia sbucciate, un’anziana signora che scrive slogan sui muri, un prete che issa le bandiere e un giardiniere che si prende cura del campo da gioco sono solo alcuni dei buffi protagonisti di un documentario poetico che racconta un calcio davvero d’altri tempi.
Ore 21.45 Cinema all’Aperto. Il maledetto United (Gran Bretagna 2009, 97’) di Tom Hooper. Titolo “calcistico” per eccellenza tratto dal bestseller di David Peace definito dal Time come “il più grande romanzo mai scritto sullo sport“, il film diretto dal regista Premio Oscar per Il discorso del Re Tom Hooper racconta l’incredibile vita di Brian Clough, chiamato a sostituire il suo acerrimo rivale Don Revie, nella guida della squadra campione in carica del Campionato di calcio inglese: il Leeds United. La sua avventura nel “maledetto United” durerà solo 44 giorni ma grazie alla sua genialità e alla sua cocciutaggine Brian Clough rimarrà per sempre nella storia del football inglese.

VISIONARIO “A TUTTO SPORT”
GIARDINO DI VISIONARIO D’ESTATE 2011
venerdì 5 agosto dalle ore 19.00 INGRESSO LIBERO
Il programma completo di Visionario d’Estate 2011 è scaricabile sulla Home Page del sito www.visionario.info. Informazioni. Info Line, T. 0432/227798; on-line, www.visionario.info e http://blog.visionario.info. Partner Visionario d’Estate 2011. Banca di Cividale, Associazione Musicisti Jazz Friulani, Udinestate 2011, Premio “Sergio Amidei”.

giovedì 23 giugno 2011

MARE&VITOVSKA 2011

MARE E VITOVSKA AL CASTELLO DI DUINO
Convegno e degustazione dedicati alla regina dei vini bianchi triestini
venerdì 24 giugno 2011

Sarà ancora una volta la favolosa cornice del Castello di Duino il teatro della quinta edizione di “Mare e Vitovska”, tra gli eventi più stuzzicanti dell'estate giuliana, con la presenza di oltre venti vignaioli di punta del Carso triestino, goriziano e sloveno, assieme ai migliori chef della Venezia Giulia a omaggiare la Vitovska, incontrastata regina del Carso! Il Comitato tecnico per la tutela della denominazione di origine controllata dei vini Carso, con il contributo dell'Agenzia regionale per lo sviluppo rurale ERSA, del Comune di Duino-Aurisina, della Camera di Commercio di Trieste e il patrocinio della Provincia di Trieste e dell’Agenzia Turismo FVG, organizza la
V edizione di Mare e Vitovska che si terrà nella provincia di Trieste venerdì 24 giugno nella favolosa cornice del Castello di Duino. L’iniziativa è dedicata alla Vitovska, antico vino triestino dalle suggestive sfumature di vento e pietra, intrigante vitigno autoctono di questa particolare area mediterranea, autentica porta dei Balcani. Il programma della manifestazione si articolerà in più fasi. Alle 15.30 si terrà il convegno dal titolo: “Carso e Vitovska, simboli della viticoltura del futuro: vitigno, terroir naturale, storia di uomini”. All'incontro, moderato da Aurora Endrici, donna del vino Friuli Venezia Giulia e esperta in comunicazione, prenderanno parte alcuni tra i più prestigiosi esponenti del mondo vinicolo e culturale del panorama italiano. Il presidente del Comitato Tutela Vini DOC Carso Sandi Skerk e il direttore generale dell'ERSA Friuli Venezia Giulia Mirko Bellini saranno affiancati dall'importante presenza di Fabio Giavedoni, curatore nazionale della Guida SlowWine di Slow Food editore, e del Sommelier Alessandro Scorsone, celebre volto televisivo RAI e Maestro di cerimonia a Palazzo Chigi. Gli eleganti spazi del Castello di Duino verranno aperti al pubblico alle ore 18.30 quando avrà inizio la degustazione delle Vitovske proposte dagli oltre venti produttori del Carso. Il pubblico avrà la rara opportunità di approfondire la conoscenza di questo vitigno, abbinandolo a assaggi di prodotti tipici del territorio triestino, dai formaggi, al miele all'olio extra vergine d’oliva e, ovviamente al pesce del golfo triestino. Imperdibili inoltre gli abbinamenti interpretati da alcuni dei più prestigiosi chef locali che affiancheranno i vignaioli; ogni produttore infatti ospiterà al tavolo un ristoratore abbinerà una sua ricetta alla Vitovska presentata. Nella settimana che precede l'evento alcuni dei migliori ristoranti di Trieste e del Carso proporranno ai loro ospiti “Aspettando ...Mare e Vitovska”, un menù dedicato alla Vitovska del Carso con abbinamenti di prodotti e piatti del territorio.

Per informazioni: http://www.mareevitovska.eu info@mareevitovska.eu


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